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Il raggio che sconfiggerà la cocaina (23 marzo 2013)

La rivoluzionaria scoperta di un ricercatore riminese.


Eliminare la dipendenza da cocaina attraverso una stimolazione elettrica mirata della corteccia frontale , quella parte del cervello che viene “disattivata” con l’uso di questa droga. La scoperta è stata effettuata da un gruppo di studiosi statunitensi guidati dal professor Antonello Bonci, 46 anni, originario di Casteldelci, un piccolissimo comune del riminese, ed è già stata pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Nature.

 

Di questo ci ha parlato lo stesso professore  durante l’intermeeting tra il nostro club e quelli di Riccione e di Rimini Malatesta  tenutosi presso l’hotel Roma sul lungomare di Riccione nella serata di sabato 23 marzo 2013.

Trascriviamo qui l’intervista al professore  pubblicata dal “Resto del Carlino” il 5 aprile 2013.

 

Professore siamo veramente alla fine di uno dei flagelli del nostro tempo, la dipendenza da cocaina?

“Mi auguro di si. La sperimentazione sulle persone dovrebbe partire entro la fine di quest’anno, sia negli Stati Uniti che in Italia. Sono in contatto con il centro italiano antidroga per fare in modo che la sperimentazione parta in contemporanea.

Come siete arrivati alla scoperta della possibile cura?

“Siamo partiti dall’osservazione di persone c he assumevano cocaine e , attraverso la risonanza magnetica abbiamo osservato  che la corteccia frontale era ipoattiva, cioè praticamente spenta. So no così partite le osservazioni sui ratti dipendenti da cocaina e con l’aiuto dell’ingegneria genetica è stata inserita una proteina che, risvegliata da un raggio laser, nel giro di un’ora ha eliminato la dipendenza da cocaina nei ratti”.

E’ una tecnica applicabile anche alle persone?

“Non con il raggio laser, questa metodologia non è stata ancora approvata per gli umani. Ma possiamo avere gli stessi risultati con la stimolazione magnetica intracranica che non è invasiva ed è priva di effetti collaterali. Consiste nell’appoggiare una sonda alla testa del paziente per dare una stimolazione elettrica mirata, in questo caso la parte interessata è quella della corteccia frontale” (area importantissima del cervello che riguarda la capacità di prendere decisioni ma anche di controllare i propri comportamenti, ndr).

Professore, questa importante scoperta potrebbe non piacere alla criminalità che controlla lo spaccio di cocaina. Ha qualche timore?

Sorride ed attende qualche attimo prima di rispondere: ”Si ho pensato anche a questo ma io sono un medico e il mio compito è aiutare le persone. Questa è la mia unica preoccupazione. E siamo riusciti nel non semplice compito di capire che c’è una causa ed un effetto tra assunzione della cocaina, lo spegnimento della corteccia frontale e la sua riaccensione attraverso la stimolazione”.

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Il professor Antonello Bonci, è nato 46 anni fa a Casteldelci. Lavora negli Stati Uniti dal 1998 dopo laurea e specializzazione conseguite in Italia.

E’ direttore scientifico del National Institute on Drug Abuse di Bethesda e collabora con il Dipartimentop politiche antidroga italiano.