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Utilizzare le piante anziché il cemento: perché no! ( 8 nov. 2011)

Recuperare l’ambiente al fine di ripristinare il contatto con la natura.

Ma anche, nello stesso tempo, allo scopo di trovarvi un nuovo modello di sviluppo economico. Una dottrina che vale per ogni nazione, non escluso il Titano. E’ questo il messaggio emerso dal meeting del Lions Club San Marino tenutosi presso il ristorante La Taverna sul tema “Investire nell’ambiente conviene: in termini economici, di servizi e qualità della vita”.

 

Il Lions Club, fedele all’impegno per il corrente anno sociale di affrontare tematiche attinenti allo sviluppo socio-economico di San Marino, sta promuovendo una campagna di  sensibilizzazione verso   una più diffusa coscienza e responsabilità eco-ambientale.

Nella sua introduzione il presidente Guidi ha rimarcato la sacralità con la quale veniva considerato l’ambiente presso le popolazioni antiche. Ma nel corso dei secoli l’uomo ne ha sconvolto i complessi e delicati equilibri grazie  al progresso della scienza, con la quale pensava di poter dominare gli eventi naturali che opponevano resistenza alla sua intelligenza, astuzia ed inventiva. Si corre attualmente il rischio di un non-ritorno. “Occorre intraprendere uno sviluppo sostenibile –ha ammonito Guidi- rinunciando al delirio di onnipotenza dell’uomo moderno e riprendendo la massima di Francesco Bacone: per comandare alla natura occorre obbedirle.”

Paesi avanzati e trainanti come la Germania da oltre un decennio hanno fatto del rispetto della natura e della green economy il loro modello di sviluppo. Ne beneficiano sia l’economia sia la qualità della vita.

Il primo relatore Giuliano Sauli, Presidente dell’AIPIN, ha illustrato i principi dell’ingegneria naturalistica, una disciplina tecnico-naturalistica di recupero e di salvaguardia del territorio. Essa prevede l’uso di piante vive, autoctone, come materiale da costruzione in abbinamento con altri materiali inerti non cementizi fra cui: pietrame, terra, legname, stuoie naturali o sintetiche.

Le finalità dell’ingegneria naturalistica sono tecnico-funzionali, naturalistiche, paesaggistiche e socio-economiche. Essa si avvale di tre principali sistemi d’intervento: antierosivi, stabilizzanti  e combinati di consolidamento.

Sauli si è poi soffermato sui problemi di stabilità del vasto territorio calanchivo di San Marino dove sono state impiegate con successo diverse tecniche di ingegneria naturalistica: idrosemina potenziata, stecconate verdi, graticciate vive, palificate verdi, grate vive, ecc. Si tratta di un bagaglio di esperienze e competenze unico in quanto acquisito in ambienti  estremi, che potrebbe divenire un patrimonio internazionale da applicare anche in altri paesi. Per concretizzare ciò ha proposto la creazione di un Osservatorio a San Marino e l’organizzazione di un apposito convegno della Federazione Internazionale di Ingegneria Naturalistica.

Il secondo relatore Riccardo Santolini, docente presso l’Univ. Di Urbino e Presidente della Società Italiana di Ecologia del Paesaggio, ha illustrato la funzionalità ecologica degli agro-ecosistemi in rapporto agli aspetti economici che ne ruotano intorno. In tempi recenti Santolini ha studiato la realtà sammarinese stilando un rapporto sullo stato dell’ambiente. Nella sua compilazione della prima Carta della vegetazione sammarinese emerge il prevalere del peso artificiale –cemento!- su quello naturale, il verde. Non solo. La Carta della Funzionalità Ecologica dimostra come il sistema sammarinese sia molto frammentato e frutto di una progettazione non ecologicamente orientata.

In sintesi il Titano  presenta un territorio difficile da riportare ad una funzionalità ecologica, pur essendo questa necessaria per prevenire perdite di suolo, non solo agricolo, che a lungo andare hanno un costo elevato in termini economici, sia per mancati redditi che per maggiori oneri di ripristino ed approvvigionamento di servizi. Piuttosto che gestire l’emergenza – afferma Santolini - rincorrendo le catastrofi ed addebitando le colpe sempre agli “altri”, occorre  pianificare ed attuare interventi di  prevenzione a lungo termine, perché  più efficaci ed economici.

Insieme agli ospiti della serata – Ordine dei Geologi ed Associaz. Architetti del Paesaggio – si è poi discusso come investendo nel verde, nei parchi e nell’ambiente si potrebbe dare un nuovo impulso all’economia sammarinese, non solo incrementando l’occupazione nel settore, ma anche valorizzando il paesaggio e l’offerta turistica, migliorando la qualità della vita dei residenti e riducendo i costi per acquisire importanti servizi ecologici, quali: la depurazione dell’aria e l’approvvigionamento di acque ad uso potabile non inquinate.

 

Daniele Cesaretti – Officer Lions per la comunicazione