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LA VILLA ROMANO-GOTA E IL TESORO DI DOMAGNANO

San Marino, quale patrimonio universale dell’Unesco, può e deve esercitare tutta quanta la sua influenza di Stato sovrano

affinché abbiano ad affermarsi sempre più la conoscenza e la valorizzazione del proprio patrimonio archeologico e storico-culturale.

Così il presidente del Lions Club San Marino, Augusto Gatti, sensibile come sempre a recepire le istanze della cittadinanza, ha proposto all’attenzione dell’autorevole uditorio Lionistico un argomento assai caro al cuore dei Sammarinesi: “Domagnano: dal tesoro alla ricostruzione del paesaggio storico in età romana e gota”.

Così Venerdì 19 Marzo nell’elegante cornice della Taverna da Righi sul Pianello, si è svolto il secondo meeting di Marzo al quale hanno preso parte alcuni illustri ospiti, fra i quali: Antonio Maggioli (delegato del governatore del distretto 198 A Italia, Antonio Suzzi) , Antonella Salvatori (architetto e correlatrice della serata)  Mara Verbena, (presidente del Soroptimist Club), Federica Bigi e Ambra Pace.

La serata inizia con il tocco di martelletto sulla campana da parte del presidente Augusto Gatti, e via via prosegue con la lettura del codice dell’etica dei Lions da parte del cerimoniere Marcello Bollini. Poi nel pieno rispetto del protocollo lionistico  è toccato al presidente Gatti presentare la Dott.ssa Paola Bigi e illustrare l’argomento della serata.

“L’incontro con la Dott.ssa Bigi – ha esordito il presidente Gatti- vuole essere l’occasione per conoscere la realtà archeologica sammarinese con particolare riferimento al sito romano-goto di Domagnano, per comprendere le tracce delle civiltà e dei popoli che ci hanno preceduti, anche nell’ottica di una loro auspicabile valorizzazione”.

Poi così come felice tradizione del club-service sammarinese, ha fatto seguito la cena, al termine della quale, la Dott.ssa Bigi, facendo ricorso a un eloquio sobrio ed accattivante e con l’ausilio di immagini proiettate su schermo, ha via via parlato  della Principessa Gota…., del tesoro di Domagnano…., e dei progetti presenti e futuri  tesi a valorizzare l’area archeologica.

Al termine dell’interessante relazione cui ha fatto seguito quella dell’architetto Salvatori, si è aperto il dibattito ( estremamente lusinghiero l’intervento del Dott. Arzilli). Ha fatto seguito il cerimoniale di commiato con la consegna del guidoncino del 50° anniversario del San Marino Lions Club.

 

IL TESORO DEI GOTI

Nell’anno 1892 (o 1893) un agricoltore di Domagnano, lavorando un campo in località Lagucci, ha trovato un tesoro: un mucchietto di gioielli tutti d’oro.

Dal tipo di lavorazione e dalla loro forma si è risaliti al periodo in cui sono stati cesellati: attorno al 500 dopo Cristo. In quel periodo l’Italia centrale era dominata dai Goti, una popolazione barbarica che aveva fondato un regno con capitale Ravenna.

I gioielli trovati a Domagnano quasi certamente appartennero a una donna che aveva un ruolo importante. Forse una Principessa. Per abbattere il regno dei Goti ben presto venne in Italia un esercito di Costantinopoli( oggi Istanbul) . Si scatenò una guerra feroce e lunghissima. In queste zone, vocino all’Adriatico, per decenni fu un continuo andirivieni di soldati. Non si sa come tale tesoro sia finito a Domagnano se sepolto insieme alla padrona oppure perché nascosto dalla padrona o da un ladro o da un soldato…

Il contadino che lo rinvenne consegnò i gioielli al proprietario del terreno e questi li vendette a commercianti.

Oggi i gioielli sono quasi tutti di proprietà di importanti musei. Del tesoro fa parte anche la fibula ad aquila che è divenuta il simbolo dei Goti in Europa. Il gioiello è conservato presso il  Museo Nazionale Germanico di Norimberga.

 

PAOLA BIGI

Paola Bigi è dottoressa in lettere classiche con indirizzo storico presso l’Università di Urbino.

Ha conseguito nel 2005 il diploma di perfezionamento in “economia e management dei musei e dei servizi culturali” all’Università degli studi di Ferrara e nel 2009 il master di II livello in “mediazione culturale nei musei” presso il centro di didattica museale dell’Università degli studi di Roma tre.

Negli anni 1995-6  ha collaborato con il centro di studi sulla emigrazione e dal Settembre 1996 è il funzionario responsabile della Sezione Archeologica presso i Musei di Stato della Repubblica di San Marino. In questa veste ha coordinato campagne di scavo e ricerche archeologiche in territorio Sammarinese e progettato e realizzato mostre e attività didattiche di archeologia.

Tra le pubblicazioni si possono ricordare i cataloghi “Domagnano. Dal tesoro alla storia di una comunità in età romana e gota” e “Primi insediamenti sul monte Titano. Scavi e ricerche(1997-2004)” di cui è stata curatrice insieme al Prof. Gianluca Bottazzi.

Giorgio Betti

 

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